Saturday 1 august 2009
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22:48

Ecco
alcune curiosità dal mondo!
Stendi i panni. E
“stenderai” la C02
È scientifico, confermato da una ricerca autorevole: la
lotta contro il riscaldamento globale inizia in casa: esistono criteri semplici, da adottare come singoli cittadini, che consentono di ridurre le emissioni di gas serra.
Non c’è bisogno di aspettare che venga applicato il protocollo di Kyoto. E neppure che il presidente Obama e gli altri governanti del pianeta si decidano a tagliare le emissioni nazionali di
gas serra.
È sufficiente che gli americani si impegnino a stendere i panni ad asciugare all’aperto (più 16 altre semplici operazioni e abitudini “verdi”, vedi l’elenco a fondo pagina) per ridurre del 7,4%
le emissioni di gas serra statunitensi da qui al 2019.
Provocazione? A prima vista sembra una sciocchezza o una forzatura, ma è così: saranno i popoli a salvare il
pianeta con i loro comportamenti energetici e ambientali più virtuosi.
È questo il succo di una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) degli Stati Uniti. È il primo e più completo studio
economico e sociologico che, dati alla mano, dimostra scientificamente e precisamente l’impatto delle azioni domestiche.
Lo studio Thomas Dietz della Michigan State University e il suo team ha calcolato l’impatto
di 17 azioni specifiche in termini di emissioni di CO2 . Li ha stimati in modo preciso sulla basse dello stile di vita degli statunitensi e sulle capacità di persuasione di politiche
di incentivi e di comunicazione.
Secondo i calcoli, si potrebbe arrivare a diminuire del 20% le emissioni domestiche annue degli Stati Uniti. Se tutti gli americani seguissero i consigli di Dietz, gli Usa potrebbero ridurre le
loro emissioni totali del 7,4 per cento in dieci anni. Un traguardo di tutto rispetto considerando che, nei dieci anni che hanno seguito l’approvazione del Protocollo di Kyoto, la stragrande
maggioranza delle nazioni coinvolte non è riuscita a raggiungere neanche l'obiettivo di ridurre le emissioni del 5,2%.
Americani spreconi. Il limite dello studio di Dietz è che il calcolo è fatto soltanto sugli americani che
hanno un’impronta di carbonio pro capite molto superiore a quella del resto del mondo (è il doppio di quella svedese o francese). Ma è anche altrettanto facile concludere che se anche in Europa
si applicassero le 17 regole, queste avere effetti benefici anche nel resto del mondo.
Ma quali sono le 17 regole d'oro studiate da Dietz? Eccole.
1. Isolare meglio la casa.
Installare sistemi efficienti di isolamento, come la finestra con doppio o
triplo vetro per evitare dispersioni di calore o i pannelli isolanti sui tetti. Isolando la casa con un sistema a cappotto si possono risparmiare circa 630 kg di CO2
all'anno.
2. Centralizzare il sistema di condizionamento di casa.
Quando si cambia il condizionatore, meglio
sceglierne uno a basso impatto e soprattutto centralizzato.
3. Risparmiare acqua.
Chiudere la doccia quando non la si usa; chiudere il rubinetto mentre ci
si lava i denti o ci si rade (quest'operazione, per esempio, già permette in Italia, di "risparmiare" 60 kg di CO2 a testa all'anno); utilizzare i miscelatori aria/acqua che ci fanno
consumare 4 litri di acqua in meno al minuto.
4. Scaldabagno: sceglierne uno efficiente.
Si consuma meno elettricità e si evitano sprechi. In più, in Italia, da gennaio
2009 gli impianti di riscaldamento dell'acqua sanitaria di tutte le nuove abitazioni devono funzionare con il solare termico almeno per il 50%: la metà dell'acqua calda sarà ottenuta
grazie al Sole.
5. Utilizzare apparecchiature domestiche più efficienti.
Quando è ora di cambaire frigoriferi, televisori,
lavatrici, ecc., meglio optare su quelli con marchio Energy Star che ne attestano l’efficienza (cioè il minor spreco di energia) rispetto agli altri.
6. Usare pneumatici a basso coefficiente di attrito.
Minimizzano l’energia persa come calore quando gli
pneumatici rotolano sulla strada.
7. Guidare auto a basso impatto.
Quando è il momento di cambiare l’auto, scegliere una motorizzazione con
emissioni di CO2 inferiori: piccola cilindrata o auto ibride.
8. Pulire i filtri del
condizionatore.
Pulire i filtri dei condizionatori e cambiarli regolarmente.
9. Manutenere il condizionatore.
I condizionatori d'aria - soprattutto negli USA - sono
sovrauttilizzati. Curarne la manutenzione evita sprechi. Ma se d'estate lo si tiene spento per 4 ore, il risparmio è ancora maggiore.
10. Manutenere regolarmente l'automobile.
Filtri dell'olio puliti, parti del motore
lubrificate, pneumatici in ordine non soltanto garantiscono più sicurezza, ma permettono alla vettura di consumare meno benzina per funzionare.
11. Fare il bucato a temperature più basse.
10 gradi in meno di temperatura equivalgono a un risparmio energetico del 10%. Scegliere cicli di lavaggio ecologici e ricordarsi di utilizzare lavatrici (e lavastoviglie)
preferibilmente a pieno carico: si risparmia acqua ed elettricità.
12. Abbassare lo scaldabagno.
Tenere al minimo la temperatura degli scaldabagni elettrici, che divorano
fiumi di energia.
13. Prestare attenzione alle piccole cose in casa.
Ci sono comportamenti quotidiani corretti che
permettono di abbassare l'impronta di carbonio di caiscuna casa: spegnere le luci inutili; non lasciare gli elettrodomestici o i pc in stand by; non mettere nel frigorifero oggetti ancora
caldi.
14. Usare i termostati.
Eliminare gli eccessi di caldo e di freddo intervenendo costantemente su
termometri e temporizzatori. Anche se non avete il sistema di riscaldamento centralizzato potere inserire valvole per regolare la temperatura.
15. Stendere il bucato.
Le asciugatrici (molto usate negli Stati Uniti) sono tra gli
elettrodomestici che divorano più energia. 20 lavaggi a 60 gradi seguiti dal passaggio nell’asciugatrice consumano una quantità di energia sei volte superiore rispetto a quella necessaria per
produrre un capo d’abbigliamento.
16. Guidare piano.
Viaggiare al massimo a 90 chilometri all’ora, evitando accelerazioni e frenate
continue.
17. Puntare sul car sharing.
Perché spostarci ognuno in un’auto quando all’interno di una vettura ci entrano 4-5 persone? Questa metodologia di “condivisione delle auto” è utilizzata nelle
piccole comunità, ma sono proprio le grandi città ad averne più bisogno.
DustBot, il robot spazzino come WALL•E
È italiano, è il primo robot-spazzino e inizierà a “lavorare” ad aprile. Eccolo in azione e con le spiegazioni della sua "mamma",
Barbara Mazzolai.
Il mistero delle strane luci nel cielo della
Norvegia
Il filmato di un misterioso evento accaduto in Norvegia il 9 dicembre
2009: un globo luminoso è apparso da dietro le montagne e ha preso al salire, poi ha iniziato a irradiare una spirale bianca più larga della Luna che ruotava espandendosi. Dopo qualche minuto una
macchia nera ha preso a espandersi dall'interno e si è ingrandita fino a cancellare la spirale. Una strana aurora boreale? Un'astronave aliena? Un esperimento
militare?
Gli ufo attaccano Mosca?
Negli scorsi mesi su Internet ha spopolato questo video che ritraeva una strana
e suggestiva struttura circolare nei cieli di Mosca.
Qualcuno ha pensato a un'astronave aliena, altri a un esperimento militare. In realtà si è trattato di un fenomeno naturale, anche se raro, noto agli esperti come "fallstreak hole" o "hole punch
cloud": la presenza, sopra lo strato di nubi, di aria più fredda e secca provoca il congelamento delle goccioline d'acqua e conseguente precipitazione di piccoli aghi di ghiaccio che, con un
effetto a catena, provocano la formazione di un vero e proprio buco nelle nubi, da cui filtra la luce solare.
Lo stesso fenomeno si è ripetuto in Romania a distanza di un paio di settimane (vedi video sotto).
Paolo Toselli, Centro Italiano Studi Ufologici
L'isola rifiutata
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Era l'ultima isola inesplorata del pianeta. Ma ora gli scienziati
dell'istituto oceanografico stautnitense Scripps l'hanno finalmente visitata e studiata. Raccogliendo ovunque pezzi di plastica di diverse dimensioni.
L'isola di cui parliamo si trova al centro dell'oceano Pacifico ed è uno dei punti, detto il "giro" del nord Pacifico dove le correnti fanno confluire gran parte
dei rifiuti di plastica abbandonati in mare. E dove i rifiuti - 100 milioni di tonnellate - rimangono intrappolati dalle correnti, come mostrato in questo
multimedia.
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